Itinerari
ANELLO DI SANTA SOFIA
Difficoltà a piedi:Senza dislivelli, fondo asfaltato
Difficoltà in bici:Adatto a mountain bike, senza esperienza
Ideale per:bambini
Inizio del percorso:Torre d'Isola, Chiesetta di Santa Sofia
Fine del percorso:Torre d'Isola, Chiesetta di Santa Sofia
Comuni interessati:Torre d'Isola
Lunghezza:7,279 km
Interesse:naturalistico, paesaggistico
Santa Sofia, frazione di Torre d’Isola, è un centro abitato di antica origine, collocato sulla strada della Lomellina che in epoca romana collegava la Gallia con Torino e Pavia. In epoca medioevale S. Sofia si dotò di un porto sul Ticino che la fece diventare un importante nodo di scambi commerciali e che contribuì nel XIII secolo a farla diventare un libero comune, poi soppresso nel 1841.
Secondo la tradizione popolare Santa Sofia era nota come Luogo della Sapienza Divina per la presenza di una sorgente d’acqua alla quale erano attribuiti poteri magici. Il mito vuole che proprio a Santa Sofia fosse identificato il primo nucleo abitato della città di Pavia, più volte distrutto da interventi soprannaturali e quindi abbandonato.
Un punto di notevole interesse è la piccola chiesa di campagna sconsacrata dedicata a Santa Rita da Cascia.
La chiesa sorge su un terrazzo panoramico della valle a ridosso delle acque del fiume e rappresenta il punto di partenza dell’anello di Santa Sofia. Da qui si percorre la pista ciclabile comunale per poi dirigersi verso un meandro del fiume ora abbandonato, al centro del quale è situata la grande cascina di Santa Sofia.
Dopo essere transitati lungo un’area prativa che degrada verso le rive del Ticino, si arriva ai bordi di una fascia boscata, da cui si può ben vedere l’opera di erosione e deposito di materiale che l’acqua del fiume, nel suo incessante scorrere, ha compiuto nel corso dei secoli.
Continuando il sentiero si raggiunge una vecchia area militare, ora in disuso, dove la natura ha ricominciato i suoi lenti processi di colonizzazione, un luogo divenuto selvaggio, nel quale non è difficile incontrare specie faunistiche anche rare. Incorniciato in una ricca e rigogliosa vegetazione di Salici bianchi e Pioppi neri, il paesaggio fluviale offre spunti suggestivi, in cui risalta il bianco dei sassi e l’azzurro delle acque. Da qui il sentiero risale per ricollegarsi con la pista ciclabile, una volta arrivati ad un incrocio a T, in prossimità del terrazzo fluviale, si può prendere una breve deviazione a sinistra e raggiungere la cosiddetta Turbina, un’area pic-nic gestita da privati, ma aperta al pubblico, che si affaccia sul fiume.


