Itinerari
ANELLO DEL SICCOMARIO
Difficoltà a piedi:Senza dislivelli, fondo asfaltato
Difficoltà in bici:Adatto a city bike, mountain bike
Ideale per:bambini,escursionisti
Inizio del percorso:Pavia, Ponte Coperto
Fine del percorso:Pavia, Ponte Coperto
Comuni interessati:Pavia, Travacò Siccomario, San Martino Siccomario
Lunghezza:16,610 km
Interesse:paesaggistico
Attenzione...tratto su strada trafficata
Alle porte di Pavia, a ridosso del Canale Gravellone (originariamente ramo secondario del Ticino), si trova la Riserva Naturale Orientata denominata Bosco Negri, un’area forestale inserita tra la periferia della città e le aree destinate all’agricoltura. Il bosco, che copre una superficie di oltre 34 ettari, assume importanza come oasi di sosta e rifugio per molte specie faunistiche; oltre a diversi mammiferi (Lepri, Scoiattoli e Ricci) vi si trovano numerosi anfibi, tra i quali i più diffusi sono: la Rana verde, la Rana dalmatina, la Rana di lataste, il Rospo smeraldino, la Raganella e il Tritone crestato. L’ornitofauna è molto ricca e viene costantemente monitorata e conservata grazie all’azione degli operatori del Centro LIPU, a cui è affidata la gestione della riserva.
La vegetazione arborea è costituita da esemplari di Farnia, Pioppo nero, Pioppo bianco, Olmo minore e Ontano nero. Lasciato alle spalle l’abitato di Pavia e il Bosco Negri, il sentiero del Siccomario percorre tutto l’Argine Maestro sulla sponda destra di Ticino. La strada alzaia è scandita dai vecchi caselli d’argine in mattoni e offre inaspettati e rilassanti panorami sulle coltivazioni tipiche della bassa padana.
In prossimità della confluenza del fiume Ticino con il Po, il sentiero lambisce la cosiddetta Grande Foresta di Travacò Siccomario, un’imponente opera di rimboschimento con specie forestali autoctone, voluta dalla Regione Lombardia nell’ambito di un programma di finanziamenti che prevedono il progressivo ritorno di alcuni lembi di foresta nella Pianura Padana: in un territorio ormai semplificato dalla scomparsa di numerosi ecosistemi, il progetto ha l’ambizione di ricostruire i diversi ambienti tipici di queste zone di golena: aree a bosco igrofilo, radure e lanche.
Allontanandosi dalla confluenza dei due fiumi, l’Anello del Siccomario raggiunge il Santuario del Novello, un piccolo oratorio ubicato nei pressi dell’argine del Po. La località testimonia la fede delle popolazioni anche nell’elemento soprannaturale per la difesa dalle alluvioni; la chiesa, nonostante la precaria posizione idraulica interna all’argine maestro, è stata raggiunta dalle acque del Po solo in occasione della piena eccezionale del 2000.
L’anello del Siccomario si chiude nuovamente su Pavia attraverso un facile tratto di pista ciclabile posta lungo la SP 64.


